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INNANZI TUTTO UN PO' DI STORIA |
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per chi non c’era |
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_____Il Concorso per l’ammissione al 1°Corso dell’Accademia Militare (Corso Straordinario Combattenti)
fu indetto il 22 agosto 1945, in pieno regime di Luogotenenza, e solo quattro mesi dopo il 25 aprile 1945 per l’assoluta ed urgente necessità di assicurare all’Esercito di allora un minimo di efficienza e funzionalità.
Alla data suddetta infatti, l’ Esercito era “tale” solo nominalmente, protetto da una nomenclatura che lo presentava, come in effetti era, unicamente costituito da quei “Gruppi di Combattimento“ che ci avevano riscattato agli occhi degli Alleati quali “cobelligeranti“.
La crisi del nostro apparato militare di allora era insostenibile non solo per i continui esodi e congedamenti che si verificavano nei Gruppi, quasi interamente composti da volontari e da militari che a causa degli eventi bellici non avevano potuto ricongiungersi alle proprie famiglie residenti al Nord, ma soprattutto per la carenza di quadri.
Le testimonianze di chi visse quella esperienza parlano chiaro: in un Reggimento artiglieria da campagna, ad esempio, oltre al Colonnello Comandante, vi erano solo otto ufficiali superiori e quattro capitani!
Di questi dodici Ufficiali, ben sei erano sfiduciati e stanchi reduci dalla prigionia in India o in Africa Orientale; tre erano richiamati, trattenuti in servizio o di complemento; gli altri, provenivano da reparti che all’atto dell’armistizio si trovavano al Sud!
I giovani ammessi al “Corso Combattenti”, (così chiamato perché esclusivamente riservato agli ex- combattenti della Guerra di Liberazione) a fronte dei 256 posti messi a concorso (n. 160 per l’arma di fanteria, n.64 per l’arma di artiglieria n.26 per l’arma del Genio), furono solo trentacinque.
Di questi, poiché dopo il referendum del 2 giugno 1946, otto di loro preferirono dare le dimissioni dal Corso (Arena, Calabrese, Calderini, Chiavellati, Ferraris, Finocchi, Galbo e Teti.) solo ventisette Allievi continuarono la frequenza del Corso, sino alla nomina ad Ufficiali.
Quasi tre mesi dopo l’ingresso in Accademia degli Allievi del Corso Combattenti, probabilmente per lo scarso apporto dato da tale benemerita categoria, venne indetto un nuovo Concorso per Allievi dell’Accademia Militare stabilendo (allora in via sperimentale), l’avvio di un nuovo modello di “Accademia Unica” consistente nel far compiere agli Allievi un primo anno di addestramento comune e poi nel disporre la loro assegnazione alle varie armi o servizi tenendo principalmente conto delle attitudini e delle capacità individuali. Al Corso così indetto (Corso Ordinario), furono ammessi n. 143 Allievi.
La nuova fisionomia di “Accademia Unica” assunta dall’Istituto e l’esiguo numero complessivo di Allievi (appena n. 170), crearono non pochi problemi specialmente dal punto prettamente scolastico oltre che da quello addestrativo per mancanza di istruttori, di insegnanti e non ultimo di adeguate infrastrutture.
Tutti questi problemi furono risolti facendo coesistere i due corsi.
Gli Allievi del Corso Combattenti, tuttavia, essendo stati inquadrati nello stesso “Plotone Combattenti”, conservarono appieno la loro identità.
Al termine del primo anno di corso, mentre i Combattenti furono prontamente assegnati all’arma per la quale avevano concorso, gli Allievi del Corso Ordinario, secondo le direttive dell’ ”Accademia Unica”, subirono l’ assegnazione alle varie armi e servizi “d’autorità”, assegnazione non sempre gradita perché spesso non corrispondente alle proprie aspirazioni.
Al termine del secondo Anno Accademico,
i ventisette giovani del Corso Combattenti ,
dopo due anni di corso interamente svoltisi a Lecce ,
furono nominati S.Tenenti in spe
del nuovo Esercito della Repubblica
con Determinazione Ministeriale del 30 ottobre 1947 .
mentre invece coloro che provenivano dal successivo Corso Ordinario, ebbero un’anzianità diversa e successiva, quella del 1 novembre 1947.
Quanto sopra costituisce un’importante chiarimento di un confuso e forse mal documentato periodo della nostra storia militare, oltre a costituire una chiara presentazione di quello che fu il Corso Combattenti. A tale scopo i suoi superstiti, avvalendosi di questo sito, desiderano rivendicare a pieno titolo un onore ingiustamente nascosto o non tenuto in giusta considerazione dalla loro stessa Forza Armata. Cioè quello di essere stati i primi Ufficiali in spe del nuovo Esercito della Repubblica.
A quel nuovo Esercito, sia pur ricostituito sulle ceneri del Regio Esercito, al quale per il solo fatto di essere il nuovo
Esercito della nuova Repubblica, doveva essere data e riconosciuta una sua data di nascita, senza tentennamenti e senza indugi.
Nessuno mette in dubbio le nobili, antiche tradizioni del nostro Esercito, ma una distinzione che creasse uno spartiacque tra il Regio Esercito Italiano” (ricostituito dal Principe Umberto di Savoia ,insediatosi a Brindisi quale Luogotenente) e il nuovo “ Esercito della Repubblica Italiana “ nato per volontà popolare dal Referendum del 2 giugno 1946, era doverosa, oltre che necessaria!
E’ indubbio che nella storia nel nostro Esercito si rende necessaria una divisione tra i due diversi periodi così come, in modo grossolano, vengono già solitamente indicati dalla gente comune :
“ periodo del grigio-verde e quello del kaki.” !
_____Gli appartenenti al Corso Combattenti, ormai tutti anziani Generali in pensione e “decani” degli Ufficiali in spe della Repubblica, testimoni per fortuna ancora viventi di un periodo che hanno vissuto “coscientemente” ed intensamente, desiderano che su tale periodo venga fatta chiarezza.
_____Questo è uno degli argomenti che hanno spinto ad aprire questo sito.
_____Essi giudicano inammissibile che nella storia della nostra Forza Armata vi sia un periodo nascosto, una sorta di “buco nero” che a partire dal 25 aprile del 1945 riprende solo molti anni dopo con i contributi dati nel soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali, con i contributi forniti per il controllo del territorio (Vespri Siciliani) e con le Missioni all’Estero (Mozambico, Bosnia, Congo, Afganistan e Libano)!
Giudicano inammissibile, come constatato ed ampiamente provabile, che tutti gli scritti “ufficiali” accessibili per via informatica sorvolino con disinvoltura un periodo della storia del nostro Esercito. Che lo saltino a piè pari!
In mancanza di altri elementi significativi, la data del provvedimento legislativo con il quale fu determinata l’anzianità del Corso Combattenti, Corso che per primo dette l’avvio alla ripresa dell’Esercito ed alla costituzione dell’Esercito della Repubblica, potrebbe identificarsi con quello della sua nascita. |
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QUANDO LA “STORIA” DIVENTA SCOMODA
La difficile ed ancor caotica situazione attraversata dal nostro paese negli anni 1946-1947 non era certamente la più facile per registrare i fatti che avrebbero dovuto essere trasmessi a futura memoria.
A mio avviso, di fronte alla difficoltà di scrivere cosa stesse succedendo nel periodo “post luogotenenziale“ sino al reale inizio della Repubblica, si preferì il silenzio. Le poche notizie date, lo sono state in modo equivoco ed impreciso.
Lo studioso che voglia documentarsi in proposito, non troverà alcunchè di scritto...
Eppure, anche allora c’era un Ufficio Storico!
Ma all’epoca, a quanto mi è stato dato di capire, le energie dell’Ufficio erano principalmente impegnate nell’illustrare l’azione del C.I.L. e dei Gruppi di Combattimento.
Si parlò e si trattò quasi esclusivamente di “riscossa “ dell’Esercito.
Nel frattempo però avveniva la ricostruzione dell’Esercito, nel silenzio e nella indifferenza.
Nel silenzio si cambiava l’armamento, si cambiavano le uniformi, si sostituivano le targhe dei nostri automezzi: nell’indifferenza e senza una data di nascita (!) nasceva il nuovo Esercito della Repubblica!
Difficile indicare le cause di tutto ciò, ma bisogna riconoscere che queste furono certamente influenzate dalla mentalità degli alti Ufficiali che in quel momento avevano le redini del potere; Ufficiali , è bene considerare, che avevano costruito la loro carriera neppure molto brillante, durante il periodo fascista.
E’ facile criticare....ma d’altronde bisogna riconoscere che senza di loro non sarebbe stato possibile riunire di nuovo i nostri ranghi!
Peraltro ricordo anche di aver letto che la proposta fatta nella Commissione Militare della Consulta da Adolfo Amodeo di rifondare il nuovo Esercito su quadri che non fossero assolutamente compromessi dalla guerra fascista era stata giudicata addirittura risibile perché, è evidente, non potevano esistere quadri per nulla compromessi con quella guerra!
Comunque l’Esercito, sotto la spinta di ufficiali finalmente usciti da una nuova Accademia e rapidamente entrati in sintonia con quelli che ancor giovani provenivano dai Gruppi di Combattimento, si riformò: prese una sua nuova fisionomia.
Dopo l’epoca del “grigio-verde” la gente imparava a conoscere l’ Esercito “kaki” .
Ma ricordo ancora quando sfilavo per le vie della città diretto al Quirinale per compiervi il servizio d’onore quale Alfiere del mio Reggimento, il modo tra il meravigliato e il distratto con il quale si comportavano i passanti.
Nessuno che salutasse la bandiera, che si togliesse il cappello, solo qualche raro saluto, e solo da chi lo faceva braccio teso. Ma per più di venti anni gli italiani avevano salutato solo così!
Ci vollero ancora degli anni perché il Paese si rendesse conto della nuova realtà e che l’Esercito potesse riprendersi quella considerazione che aveva una volta. D’altra parte la sua ripresa era frenata dal contrastato rapporto con le forze partigiane che, sebbene dissolte, erano comunque entrate nel tessuto connettivo della nazione.
La conflittualità dell’Esercito con le forze dell’antifascismo sono state per anni evidenti.
Fece eccezione il 24 febbraio 1958, data assolutamente sconosciuta per tutti (e mi dispiace non sapere o non ricordare come fu scelta tale data), giorno in cui la bandiera del Corpo Volontari della Libertà, recata e scortata da ufficiali che erano stati decorati per la guerra partigiana, affiancata dalle bandiere dei cinque gruppi di Combattimento del Corpo Italiano di Liberazione che aveva risalito l’Italia combattendo a fianco degli Alleati, salì la scalea del Vittoriano per essere deposta nel Museo delle Bandiere.
Seguivano le Medaglie d’Oro Pertini e Boldrini oltre a tutte le più alte cariche dello Stato.
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Omaggio alla Bandiera del Presidente del Consiglio dei Ministri |
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La Bandiera sale la scalea del Vittoriano |
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(dai quotidiani del 24 febbraio 1958) |
Ecco la motivazione della M.O. al V.M. con la quale fu insignita la bandiera del C.V.L.:
“Nell’ora tragica della Patria quasi inermi ma forti per sovrumana volontà tutto sacrificando a un ideale supremo di giustizia, i volontari della libertà affrontarono la lotta a oltranza contro la tirannide che ancora una volta opprimeva la nostra terra. In una superba sfida contro il secolare nemico e ai traditori fascisti, dall’esempio dei martiri e degli eroi del passato, trassero incitamento per vincere o morire, innalzando nella lotta la bandiera invitta del risorgimento.
Appesi alle forche o sotto il piombo nemico morirono intrepidi rinnovando il sacrificio dei Manara, dei Morosini,dei Mameli, dei Pisacane, senza speranza di premio per se ma con certezza di bene per la Patria.
Nuovo onore nazionale, i volontari della libertà sono nella storia d’Italia monito alle generazioni future”.
Ma di tutto ciò, nonostante le grandi possibilità offerte dai nuovi mezzi informatici è difficile, se non impossibile trovare traccia. Mi domando come e perché si sia giunti a filtrare la storia sino a togliere persino la traccia di determinati argomenti.
Ma ricordando le migliaia di morti per la resistenza mi chiedo perché il 2 giugno, quando si festeggia la nostra festa nazionale, eccezionalmente non si trae dal sacrario delle bandiere quella tricolore del C.V.L. e non viene fatta partecipare anch’essa alla parata militare.
Ecco come si perpetua, ormai stupidamente, l’antica conflittualità dell’Esercito verso determinati orientamenti.
Ritengo che molti apprezzerebbero una decisione del genere.
Sarei contento di sapere il vostro pensiero.
(Federico Barbacini)_____ |
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_____Ecco i nomi dei trentacinque giovani che, ammessi al “Corso Straordinario Combattenti” dell’Accademia Militare
nel mese di novembre del 1945, furono inquadrati nel “Plotone Combattenti” del Tenente Bellante :
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1. _ALBINI-Riccioli Aldo
2. _ARENA Vincenzo
3. _BARBACINI Federico
4. _BARBAGALLO Emilio
5. _BERTINI Mario
6. _BETTINI Guido
7. _BONAMICI Edoardo
8. _CALABRESE Aniello
9. _CALDERINI Gino
10. CASTAGNOTTO Sebastiano
11. CAVALLERO Luigi
12. CHIAVELLATI Luigi
13. DEL CARRETTO di PONTE e SESSAME Fabrizio
14. FALCONI Carlo
15 . FEDERICI della COSTA Giovanni
16. FERRARIS Ettore
17. FINOCCHI Elvidio
18. GALBO Alfredo
19. GROSSO Luigi
20. MANGIONE Aldo
21. MASSIMINO Luciano
22. MASTRODICASA Aldo
23. PACIFICI Anselmo
24. PALLOTTA Guido
25. PATUSSI Leo
26. PENSA Renato
27. PETRELLA Eros
28. REGGIANI Luigi
29. RICCIO Ettore
30. RINALDI Giovanni
31. ROCCA Benedetto
32 SAITTO – BERNUCCI Giorgio
33 SORTINI Espedito
34 TETI Raffaello
35 VERNA Renato |
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_____Questi sono i nomi di quei ventisette giovani che, primi ad accorrere alla ricostituzione dell’Esercito riponendo in questo
tutta la loro fiducia ed entusiasmo, conseguirono in data 30.10.1947 la nomina a S.Ten.in spe nel nuovo Esercito della Repubblica.
_FANTI |
ARTIGLIERI |
GENIERI |
AUTOMOBILISTI |
_1. ALBINI
_2. BETTINI
_3. BUONAMICI
_4. CAVALLERO
_5. DEL CARRETTO
_6. FEDERICI
_7. GROSSO
_8. MANGIONE
_9. MASSIMINO
_10. PALLOTTA
_11. REGGIANI
_12. RICCIO
_13. ROCCA |
1. BARBACINI
2. BERTINI
3. CASTAGNOTTO
4. PENSA
5. PETRELLA
6. RINALDI
7. SORTINI
8. VERNA |
1. PACIFICI
2. PATUSSI
3. SAITTO
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1 . BARBAGALLO
2 . FALCONI
3 . MASTRODICASA
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Ecco i nominativi dei 13 superstiti del Corso Combattenti
alla data dell’ 1 gennaio 2009 ,
“decani” degli Ufficiali della Repubblica
provenienti dal Servizio Permanente Effettivo.
_FANTI |
ARTIGLIERI |
GENIERI |
AUTOMOBILISTI |
_Gen. CAVALLERO
__.___FEDERICI
_Gen. MANGIONE
_Gen. RICCIO |
Gen. BARBACINI
Gen. BERTINI
Gen. CASTAGNOTTO
Gen. PENSA
Gen. RINALDI |
Gen. PATUSSI |
Gen. BARBAGALLO
Gen. FALCONI
Gen. MASTRODICASA |
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UN "ESTRATTO" DAL MAK P 100 |
DEL CORSO COMBATTENTI |
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16 NOVEMBRE 2005 |
ecco l'unica foto del Raduno di Bologna |
per il sessantesimo anniversario |
dell'ingresso in Accademia |
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___Assenti a causa di altri impegni o malattia: |
___Castagnotto, Falconi, Federici, Mastrodicasa e Pallotta. |
___Assente perchè giunto in ritardo: Pensa. |
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Fotografie varie di alcuni appartenenti al corso.... |
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UNA FOTOGRAFIA STORICA: |
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con una breve e suggestiva cerimonia, dinanzi agli Allievi schierati in armi, |
viene dato l'addio alla Bandiera con lo scudo sabaudo custodita dall'Accademia; |
riavvolta dal Capo Scelto Giovanni Rinaldi, sarà avviata al Sacrario delle Bandiere. |
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aspettare che il generali me ne invii l'elenco definitivo definitivo (alievi iscritti, usciti, ancora in vita) |
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_1. Plotone combattenti 1946 |
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_2. Plotone combattenti 1946 |
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_3. Plotone combattenti 1946 |
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_4. Barbacini, Sortini e Rinaldi al centro tiro |
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_5. Arena, la cavalla Livia, Finocchi e Barbacini |
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_6. Rifreddo ingresso al Campo |
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_7. Barbacini colto dall'obiettivo mentre risponde agli espressi |
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_8. Rancio a Rifreddo |
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_9. Buonamici, Pallotta, Riccio e Rocca |
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_10. una sfuocata foto del 1946 |
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_11. Esercitazioni a cavallo |
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_12. Un bel salto di Pallotta |
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_13. Un'esibizione di nuotatori a S. Cataldo |
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_14. Foto di gruppo a S. Cataldo con T.Col. Quaranta |
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Foto durante la Resistenza |
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Queste foto precedono alcune righe che, scritte da uno di noi compariranno su questo sito non appena completate, a testimonianza di alcune rischiose missioni compiute. |
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Ritratti alcuni giorni dopo essere giunti dal mare in una fredda notte del dicembre 1943 e sbarcati a mezzo di un canotto dal sommergibile Axum, prima di attraversare l'Italia occupata per assistere ex prigionieri Anglo-Americani diretti verso la neutrale Svizzera. |
Da sinistra: Gen. Pallotta (vivente), Cap. Enrico Sorrentino (del Fronte Militare Clandestino poi fucilato a La Storta), Ten. Arrigo Paladini (del Fronte Militare Clandestino poi torturato a Via Tasso), Franco Fabri (Sottocapo Radio Telegrafista della Marina, deceduto). |
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Fotografia della mappa d'Italia stampata su seta nelle misure 0.68x0.54 e poi compressa in un minuscolo contenitore occultato in un pacchetto di sigarette ("NavyCut") che veniva data agli ex prigionieri alleati assistiti durante il loro percorso in territorio occupato verso la neutrale Svizzera. |
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_INDICE |
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___1. Lettere ricevute: |
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... scritto dall'amico fraterno frate cappuccino Gianfranco CHITI, |
_già nostro collega in armi._____ |
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ANSELMO PACIFICI |
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_____Il 18 febbraio scorso, a causa di una grave ed incurabile malattia, si è spento nella sua casa di Tignale sul Garda il nostro collega ed amico Anselmo Pacifici.
Nei primi giorni del marzo 1944, appena diciassettenne, rifiutandosi di aderire al Bando Graziani e quindi di prestare servizio nella R.S.I. scelse coraggiosamente di partecipare alla Resistenza. Raggiunta fortunosamente l’alta Val d’Orba, riuscì ad unirsi alla nota Brigata Partigiana Buranello, unità che, forte di un rigore morale ineccepibile, è storicamente considerata, per la sue azioni di guerra contro gli occupanti tedeschi, una delle formazioni più importanti tra quelle che operarono nel settore alpino ligure-piemontese.
Numerose furono le volte nelle quali egli, durante scontri con il nemico o durante i cosiddetti rastrellamenti, mise a rischio la propria vita. Durante un pericoloso attacco a truppe germaniche riportò una grave ferita all’inguine ed altra più lieve alla testa meritando, per il coraggio dimostrato una proposta di ricompensa al valore.
Figlio di un Generale dell’Arma del genio e desideroso di seguire le orme paterne entrò in Accademia con il nostro Corso. Tutti lo ricordiamo per la sua intelligenza, per il suo spirito arguto, per le sue rare ma caustiche battute, per il suo “mugugno” ligure.
Compì i primi anni di servizio da Ufficiale presso il Btg.genio Div.Cremona. Successivamente, classificato tra i primi alla Scuola di Guerra, fu destinato al IV Corpo d’Armata Alpino nel cui ambito gli furono affidati diversi ma importanti incarichi: prima nella Brigata Alpina Orobica e poi nella Brigata Alpina Tridentina. Dopo un periodo trascorso allo S.M.E. e promosso Generale, venne destinato alla Divisione Corazzata Ariete.
A causa dei postumi di una frattura agli arti dovuta ad un incidente automobilistico, anticipò di poco il suo transito nella riserva.
Alla vedova Sig.ra Luigia Bonincontri, nel ricordo di Anselmo, tutta la nostra solidarietà ed un affettuoso abbraccio. |
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Chiunque fosse in possesso di documenti o fotografie inerenti ai contenuti trattati in questo sito, tali da poter essere inseriti in queste pagine, prenda contatto con il seguente indirizzo e-mail: |
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Gen. Federico Barbacini |
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